===================================================================================================================== ===================================================================================================================== Questo è l'OCR di tutti gli articoli e dei cataloghi utilizzati nelle note della voce "Avia (artista)" di Wikipedia ===================================================================================================================== ===================================================================================================================== ================================================================================================================================================ Floriana Rullo, "Nelle sculture di Liliana «Avia» il senso profondo della storia", in «CORRIERE DELLA SERA», 17 mar 2023 Pagina 15 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 1 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Nelle sculture di Liliana «Avia» il senso profondo della storia Di Floriana Rullo Il mondo dell’arte piemontese e la città di Ivrea piangono la scomparsa di Liliana Avizzano Cicala. «Avia», come era conosciuta la stimata e apprezzata scultrice e artista, aveva 99 anni. Si dedicò alla scultura fin da giovanissima e frequentò l’accademia Albertina di Torino dove fu allieva di grandi maestri come Terracini, Paulucci e Scroppo. Liliana Avizzano Cicala, nata in Lombardia a Treviglio nel 1924, fu protagonista di tante mostre in Italia, ma anche all’estero. Le sue creazioni furono esposte a Londra, Ginevra e Parigi. Fu volontaria della Croce Rossa e partigiana nella Brigata Garibaldi. A Ivrea sono sue le opere come il monumento dell’AVIS, in via Circonvallazione, e la Madonna con Bambino nella chiesa di Bellavista. Considerata tra le più grandi artiste del 900 vinse ad appena dieci anni il primo premio al concorso di scultura di sabbia, a Laigueglia, nel 1934. «La scultura, di cui Avia padroneggia tutta la vasta gamma di tecniche, dal delicatissimo bisquit alla terracotta, dalla ceramica al bronzo a cera persa, rappresenta per l’artista eporediese un cimento continuo, un rischio vissuto quotidianamente, un confronto senza sosta e senza respiro, in un antagonismo esaltante, con la materia bruta, plasmata, dominata e nobilitata nel risultato finale — diceva Elio Magaton —. Ogni opera non rappresenta soltanto un traguardo artistico, ma assume il valore, non valutabile in termini economici, di una conquista morale, di una affermazione dello spirito, dell’intelligenza e del gusto sull’inerzia della materia». Una carriera internazionale, la sua che per tantissimi anni la vide muoversi non solo per tutta Italia, ma anche a Londra, Parigi, Ginevra e la Costa Azzurra dove, a Saint Raphael, tra il 1956 e i primi anni Sessanta, fondò e animò il Movimento Veritas al quale aderì una ventina di artisti italiani e francesi. Per celebrare la Liberazione, nel 1945, realizzò un affresco di 12 metri per 2.5, nel Salone Congressi del CLN. Liliana Avizzano Cicala lascia il figlio Livio con Giuliana. ================================================================================================================================================ Franco Farnè, "Bollengo, in memoria di Avia, una mostra per ricordare la scultrice scomparsa", in «La Sentinella del Canavese», 23 giugno 2023 https://lasentinella.gelocal.it/cultura-e-spettacoli/2023/06/23/news/bollengo_in_memoria_di_avia_una_mostra_per_ricordare_la_scultrice_scomparsa-12872525/ ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 2 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ BOLLENGO Una mostra, a tre mesi dalla scomparsa, per ricordare e celebrare Avia, al secolo Liliana Avizzano Cicala, scultrice e pittrice di talento e fama. Sarà allestita nella chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo, in via Piane, a Bollengo, e inaugurata con un rinfresco domenica 25, dalle 15.30 alle 19, e resterà visitabile per tutte le successive domeniche di luglio, nonché la prima di agosto, dalle 14 alle 19 (apertura straordinaria giovedì 29, in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, titolari della chiesa, per un aperitivo con buffet, dalle 18.30 alle 22). Un omaggio reso possibile dall’impegno della fioraia Cosetta Buttazzoni, titolare de L’incantesimo fiorito, in Strada Allaas 5, a Bollengo,che di recente già aveva esposto, nel proprio negozio, alcune opere dell’amica artista, e della nuora di Avia, Giuliana, attenta custode dell’archivio e curatrice di conservazione, studio e prestito delle opere della celebre suocera. Entrambe si sono adoperate, infatti, con tanta passione, perché non si perda nell’oblio una lunga storia artistica e umana come quella vissuta da Avia, e hanno organizzato questa esposizione di disegni, pitture e sculture. Liliana Avizzano Cicala nacque in Lombardia, a Treviglio, nel 1924, e si dedicò alla scultura fin da giovanissima, frequentando l'Accademia Albertina di Torino dove fu allieva di grandi maestri quali Terracini, Paulucci e Scroppo, e gettando le basi di una carriera internazionale che per tantissimi anni la vide muoversi non solo per tutta Italia, ma anche a Londra, Parigi, Ginevra e la Costa Azzurra dove, a Saint Raphael, tra il 1956 e i primi anni Sessanta, fondò e animò il Movimento Veritas al quale aderì una ventina di artisti italiani e francesi. Moltissime le mostre e continua e instancabile l’attività di ricerca e sperimentazione artistica. Sue opere, oggi visibili a Ivrea, sono il monumento dell’AVIS, in via Circonvallazione, del 1983, e la scultura raffigurante una delicata Madonna con Bambino nella chiesa di Bellavista, del 1978. Di non secondaria importanza lo spazio, negli anni giovanili, anche per l’impegno civile e nel sociale: negli anni della guerra, infatti, fu volontaria della Croce rossa, in servizio all’ospedale civile, e partigiana nella Brigata Garibaldi, con compiti di collegamento e approvvigionamento medicinali. Per celebrare la Liberazione, nel 1945, realizzò un affresco di 12 metri per 2,5, nel Salone Congressi del CLN. «Per tutto questo – commenta il sindaco, Luigi Ricca – abbiamo messo con piacere a disposizione la nostra chiesa per offrire non solo ai canavesani, ma anche e soprattutto ai tanti pellegrini che percorrono la Via Francigena sulla quale è situato l’antico edificio, la possibilità di scoprire una grande artista, favorendo, al tempo stesso, la promozione del nostro territorio». FRANCO FARNÈ ================================================================================================================================================ "Il mondo dell'arte ha detto addio a Liliana «Avia» Avizzano Cicala", in «Quotidiano Canavese», 15 marzo 2023 https://www.quotidianocanavese.it/cronaca/ivrea-il-mondo-dell-arte-ha-detto-addio-a-liliana-avia-avizzano-cicala-43514 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 3 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ IVREA Il mondo dell’arte e la città di Ivrea piangono la scomparsa di Liliana Avizzano Cicala. «Avia», come era conosciuta la stimata e apprezzata scultrice e artista, aveva 99 anni. Si dedicò alla scultura fin da giovanissima e frequentò l'accademia Albertina di Torino dove fu allieva di grandi maestri come Terracini, Paulucci e Scroppo. Liliana Avizzano Cicala, nata in Lombardia a Treviglio nel 1924, fu protagonista di tante mostre in Italia, ma anche all’estero. Le sue creazioni furono esposte a Londra, Ginevra e Parigi. Fu volontaria della Croce Rossa e partigiana nella Brigata Garibaldi. Ad Ivrea fanno bella mostra di sé, ancora oggi, due magnifiche sue opere come il monumento dell'AVIS, in via Circonvallazione, e la Madonna con Bambino nella chiesa di Bellavista. I funerali di «Avia» si sono svolti martedì 14 marzo 2023 nella chiesa di San Maurizio. Liliana Avizzano Cicala lascia il figlio Livio con Giuliana. ================================================================================================================================================ Elio Magaton, "Dal delicato bisquit al bronzo classico", in «Il Risveglio Popolare», 30 ottobre 1980. Anno II - N° 12 - 30 Ottobre 1980 - Spedizione in abbonamento postale - Gruppo II/70% - C. C. Postale numero 11502101 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 4 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Liliana Avizzano Cicala, Scultrice Dal delicato bisquit al bronzo classico in una interessante mostra al Centro Arte Daly di Ivrea Liliana Avizzano Cicala, in arte Avia, fine disegnatrice, piacevole pittrice ma, soprattutto, eccellente scultrice, sembrerebbe fatta apposta per incarnare un ideale di donna moderna, impegnata, indipendente, infaticabile, che si è realizzata compiutamente con il ricorso alle sue sole forze, e fuori dai condizionamenti di un mondo cosiddetto « maschilista », non fosse per la sua assoluta estraneità ai messaggi (anzi, agli slogans) e alle prese di posizione provocatorie che caratterizzano certa militanza femminista. Perché Liliana Avizzano Cicala non è, per sua natura e per scelta consapevole, « contro » nessuno, per nessuno senza dubbio una indomita combattente: combattente « per » la vita in tutte le sue manifestazioni, « per » un mondo rappacificato, accettato senza dicotomie pregiudiziali, in cui gli uomini convivano civilmente, « per » un'arte semplice e leggibile da tutti, che rassereni e consoli chiunque vi si avvicini. In questa sua missione, vissuta con entusiasmo e dedizione totalitaria (ma con l'umiltà) e, soprattutto, con grande coraggio e determinatezza, investe tutta la ricchezza delle sue energie, che si manifesta in una attività incessante, senza soste e cedimenti, sostenuta da un vigore e da una forza d'animo « virili », che contrastano in maniera stupefacente, con la sua apparente fragilità femminile. Per chi l'avvicini la prima volta le sue mani mobilissime, forti, nervose e delicate al tempo stesso, sono il particolare che più colpisce e ne caratterizza l'intera personalità, già di per sé vivacissima. Si può dire che queste mani superino lo stadio fisico per raggiungere quello simbolico di una operosità tenace e generosa, che trova riscontro attuale in una produzione artistica vastissima e differenziata, da capogiro. La scultura, di cui Avia padroneggia tutta la vasta gamma di tecniche, dal delicatissimo bisquit alla terracotta, dalla ceramica al bronzo a cera persa, rappresenta per l'artista eporediese un cimento continuo, un rischio vissuto quotidianamente, un confronto senza soste e senza respiro — in un antagonismo esaltante — con la materia bruta, plasmata, dominata e nobilitata nel risultato finale. Ogni opera non rappresenta soltanto un traguardo artistico, ma assume il valore — non valutabile in termini economici — di una conquista morale, di una affermazione delle facoltà dell'intelligenza e del gusto sull'inerzia della materia; forse niente come la scultura riesce a riproporre fedelmente il processo dalla creazione con i suoi tormenti, le sue ansie, le sue gioie e le sue delusioni. Questo perché dietro di essa, più che in ogni altro ramo delle arti figurative, c'è tutto un battente di leggi fisiche, di esigenze materiali, che governano la lavorazione e condizionano il risultato, indipendentemente dalla bravura dell'artista. A differenza della pittura (e della stessa scultura in pietra o in marmo), dove l'errore è esclusivamente imputabile alla fallibilità dell'artista, nella scultura in terracotta o in bronzo fuso giocano elementi spesso imponderabili e imprevedibili, come la composizione chimica delle materie adottate, le condizioni atmosferiche, le temperature di cottura o di fusione, ecc., che esigono dall'artista non solo la capacità di concepire e di realizzare l'opera, ma la sorveglianza continua durante tutto il processo. Vale forse la pena di ricordare ai lettori che il prezioso bisquit prima della cottura ha la labilità di un fiocco di neve ed è fragile come le ali di una farfalla, non è imballabile e nel trasporto al forno di cottura solo due opere su tre, in media, arrivano integre. Inoltre — e ciò vale non solo per il caolino, ma per ogni altro tipo di argilla — basta una improvvisa variazione della temperatura o del grado di umidità esterna per indurre nell'opera finite alterazioni irreparabili, crepe o rotture che la compromettono irrimediabilmente. La lavorazione inoltre, a causa del rapido essicamento, non può essere interrotta, il che richiede non solo la massima rapidità di esecuzione, ma anche la resistenza fisica per lavorare consecutivamente per più giorni, con pause brevissime nell'arco delle 24 ore. Non per niente si fa sempre più esiguo il numero degli artisti che si cimentano in queste prove, preferendo i più dedicarsi ad altre meno complesse — e più redditizie — forme espressive. La scultura a cera perduta — processo classico che Benvenuto Cellini, nella sua « Vita » ci ha descritto con accenti fortemente drammatici — esige addirittura l'intervento di tre « artigiani », una sorta di sinergismo ideale, finalizzato ad un unico intento d'arte: quello dello scultore, che prepara l'opera con argilla armata, in legno e metallo; quello del formatore che, sotto la sorveglianza dello scultore, esegue il primo calco in gesso vellutato (si tenga conto che, per una statua a grandezza naturale, il calco è composto da almeno 70 - 80 pezzi separati). Da questo calco in gesso, opportunamente sezionato e ricomposto, sostenuto da un'armatura interna di acciaio, si ottiene per colata un nuovo modello in scagliola che, rifinito accuratamente dallo scultore, viene inviato in fonderia. Dal modello in scagliola viene ottenuto un altro calco, entro il quale verrà colata la cera. A questo punto interviene il terzo protagonista dell'operazione, il fonditore. La colata in bronzo scioglierà la cera (di qui il nome di « cera persa » dato al processo). A questo punto, trascurando ulteriori rifiniture da parte dello scultore, l'opera può dirsi compiuta. Appare evidente l'alta componente artigianale, con tutte le sue variabili e i suoi momenti aleatori, che interviene nel laborioso iter di questo genere di scultura; e tuttavia ne risulta non un appesantimento, ma semmai un processo di sublimazione che trasferisce la corposità fisica del lavoro umano nella sfera del traguardo spirituale, in una sorta di stretta simbiosi tra abilità manuale, esperienza tecnica e concezione artistica che già nell'opera dei grandi scultori del Rinascimento aveva raggiunto la sua più alta e nobile espressione. Ci siamo soffermati a lungo nella descrizione delle difficoltà intrinseche della scultura non tanto per sollecitare la comprensione del pubblico — che spesso ignora, o non si sofferma a considerare nella giusta misura, il pesante, faticoso, e talvolta drammatico antefatto che sta alle spalle dell'opera compiuta che gli viene proposta — quanto per mettere in evidenza il coraggio, e la fermezza che la scelta compiuta dalla scultrice Avia esige, coraggio e fermezza che trovano la loro ragione d'essere in una concezione dell'arte intesa non come discorso ristretto a pochi addetti ai lavori, ma aperto alla comprensione di tutti; dell'arte professata, come un mestiere, duro ed esaltante, che va direttamente incontro agli uomini, senza riserve o retroscena ideologici; dell'arte che sappia diventare patrimonio collettivo, senza che siano richiesti esami di ammissione per poterne trarre beneficio, e non solo privilegio di chi ritiene — spesso con arroganza — di possedere la chiave esclusiva per poterne penetrare i significati più profondi. E' questa, a mio avviso, l'ottica attraverso cui l'opera di Liliana Avizzano Cicala va intesa ed apprezzata, nelle sue multiformi espressioni. ELIO MAGATON Didascalie delle immagini presenti nell'articolo: - Al centro: DANZATORI RITMICI - In basso a destra: BALLETTO « CARMEN » ================================================================================================================================================ Franco Farnè, "Addio a Avia, 99 anni, la più grande artista eporediese del Novecento", in «La Sentinella del Canavese», 15 marzo 2023 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 5 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Addio a Avia, 99 anni, la più grande artista eporediese del Novecento Liliana Avizzano Cicala, in arte Avia IVREA Si sono svolti ieri, martedì 14, nella chiesa di San Maurizio di Ivrea, i funerali di Liliana Avizzano Cicala, in arte Avia, scultrice e pittrice di talento e fama, mancata lo scorso sabato all'età di 99 anni. Una vita lunghissima quella di Avia, durante la quale ha dispensato a piene mani quella bellezza che continua, attraverso le sue opere, a testimoniarne il talento e il valore. «Credo possa essere ritenuta, a buon diritto, tra le donne, la più grande artista eporediese del Novecento», afferma il giornalista Tiziano Passera, presidente dell'Asac, associazione d'arte e storia canavesana, la cui moglie fu da lei efficacemente ritratta, in occasione delle nozze. Tale grandezza si rivelò molto presto, in Avia, e le valse, ad appena dieci anni d'età, il primo premio al concorso di scultura di sabbia, a Alassio, nel 1934, davanti ad artisti anche affermati. Mostrata, infatti, fin da bambina una spiccatissima predisposizione alla scultura che coltivò a partire dall'età di 8 anni e perfezionò, insieme al disegno, all'Accademia Albertina di Torino dove fu allieva di Terracini, Paulucci e Scroppo. Scrisse di lei Elio Magaton: «La scultura, di cui Avia padroneggia tutta la vasta gamma di tecniche, dal delicatissimo bisquit alla terracotta, dalla ceramica al bronzo a cera persa, rappresenta per l'artista eporediese un cimento continuo, un rischio vissuto quotidianamente, un confronto senza sosta e senza respiro, in un antagonismo esaltante, con la materia bruta, plasmata, dominata e nobilitata nel risultato finale». E, ancora: «Ogni opera non rappresenta soltanto un traguardo artistico, ma assume il valore, non valutabile in termini economici, di una conquista morale, di una affermazione dello spirito, dell'intelligenza e del gusto sull'inerzia della materia». Una carriera internazionale, la sua che per tantissimi anni la vide muoversi non solo per tutta Italia, ma anche a Londra, Parigi, Ginevra e la Costa Azzurra dove, a Saint Raphael, tra il 1956 e i primi anni Sessanta, fondò e animò il Movimento Veritas al quale aderirono una ventina di artisti italiani e francesi. Moltissime le mostre e continua e instancabile l'attività di ricerca e sperimentazione artistica. Nel 1941, l'ingegner Giuseppe Pero, direttore generale amministrativo della Olivetti, la invitò a creare l'Ufficio Pubblicità aziendale della ditta, ma lei rifiutò per l'opposizione dei genitori, accettando, invece, l'anno successivo, la cattedra di Disegno alla scuola Arduino. Negli anni giovanili ci fu spazio anche per l'impegno civile e nel sociale: negli anni della guerra, infatti, fu volontaria della Croce Rossa, in servizio all'ospedale civile, e partigiana nella Brigata Garibaldi, con compiti di collegamento e approvvigionamento medicinali. Per celebrare la Liberazione, nel 1945, realizzò un affresco di 12 metri per 2.5, nel Salone Congressi del CLN. Sue opere oggi visibili in città sono il monumento dell'AVIS, in via Circonvallazione, del 1983, e la scultura raffigurante una delicata Madonna con Bambino nella chiesa di Bellavista, del 1978. A Ivrea resta il ricordo di una donna di grande fascino, una vera signora e un'indimenticabile artista, con opere presenti in musei e grandi collezioni private. FRANCO FARNÈ ================================================================================================================================================ Doriano Felletti, Ricordando Avia, “Nota artista eporediese”, in «Il Risveglio Popolare», 30 luglio 2026 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 6 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ NATA A TREVIGLIO, A 4 ANNI APPRODÒ AD IVREA CHE AMÒ MOLTO E DOVE SONO ESPOSTE ALCUNE SUE OPERE Una lunga e intensa vita, dedicata alla missione di “dispensare bellezza” “Liliana Avizzano può dirsi una autentica eporediese anche se non è nata a Ivrea. Aveva infatti pochi anni quando si è stabilita nella nostra città e da allora vi è rimasta, prima col padre, che molti dei meno giovani ricorderanno nella veste di direttore dell’Ufficio Imposte, carica da lui tenuta con vivo senso di umanità, e poi con la famiglia che si è creata col matrimonio” (Il Risveglio Popolare, 12 dicembre 1974, p. 4). Con queste parole il Professor Federico Perinetti introduceva l’articolo con il quale annunciava la mostra personale di Avia, nome d’arte di Liliana Avizzano Cicala, che si tenne nelle sale della UTET in Via di Vittorio 4, dal 10 al 20 dicembre di quell’anno. Avia visse a lungo: nacque a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 7 febbraio 1924 e morì a Ivrea l’11 marzo 2023 all’età di 99 anni. E visse una vita dedicata all’arte, dispensando bellezza attraverso le sue opere: “Dall’infanzia a oggi ho dedicato ogni mio momento libero all’arte, in particolare alla pittura e alla scultura. Lo ho fatto per hobby, divertimento, ma con una tesa personale e spirituale soddisfazione e per completare la mia personalità, senza peraltro nulla togliere alla mia famiglia e ai suoi doveri. Tant’è vero che di questa sua attività artistica non ha mai voluto parlare. Si limita a dire che essa occupa i suoi ritagli di tempo. Ha però lavorato molto a Milano e a Torino eseguendo ritratti, ambientazioni di interni, disegni di moda” (Il Risveglio Popolare, cit.). Liliana si trasferì ad Ivrea con la sua famiglia a quattro anni di età; allorquando il padre, avvocato di origini napoletane, fu destinato all’incarico di direttore del locale ufficio delle imposte. Fin da piccola, dimostrò una grande predisposizione alla scultura. Nel 1934, a soli dieci anni di età, vinse infatti il primo premio di bassorilievo nel concorso di scultura con la sabbia che si tenne a Laigueglia, località ove trascorreva le vacanze estive, davanti ad artisti già affermati. La sua prima formazione artistica le venne impartita dal pittore biellese Cesare Carlini. Al fine di affinare il proprio talento e perfezionare il disegno, a partire dal 1942 frequentò l’Accademia Albertina di Torino ed ebbe tra i suoi insegnanti i pittori Enrico Paulucci, insigne esponente del Gruppo dei Sei di Torino, e Filippo Scroppo, nel campo della scultura si affidò a Roberto Terracini. Durante il periodo bellico, fu volontaria della Croce Rossa e prese parte alla lotta partigiana nella Brigata Garibaldi, con compiti di collegamento e approvvigionamento medicinali. Dopo la guerra, a partire dal 1948 perfezionò la propria formazione frequentando l’Accademia di Brera, dove ebbe come insegnanti Luigi Bartolini e Achille Funi. “Dal 1948, dopo un proficuo incontro con il pittore Attilio Uzzo, si apre un lungo periodo di pittura e scultura professionale e le sue opere (sculture, bassorilievi, ritratti e dipinti di paesaggi e soprattutto di figure) entrano, sempre più apprezzate, a far parte di collezioni private di amatori d’arte” (Arte italiana per il mondo, CELIT, Torino 1976, pp. 1466-1467). La sua personalità artistica si espresse in diversi settori: “la personalità di Liliana Avizzano è quanto mai multiforme e poliedrica, nel campo dell’arte la sua mente e le sue mani sono state spesso impiegate in forme varie e fuori dall’usuale: dai vasi decorati e bassorilievi ai disegni di gioielli, dalla pittura murale ai bozzetti per l’arredamento. Ella si è tuttavia affermata come scultrice, pittrice e ritrattista” (Arte italiana per il mondo, cit.). La sua produzione fu molto ampia: si stimano 30 sculture, 150 dipinti e 500 ritratti nel suo periodo giovanile (1937-1951), 120 sculture, 300 dipinti e 1000 ritratti nel suo periodo di ricerca (1952-1965), 350 sculture, 2500 dipinti e 1000 ritratti nel suo periodo professionale (1966-1977) e, infine, 30 sculture, 200 dipinti e 150 ritratti nel periodo recente. Le sue prime mostre personali furono ospitate a Ivrea, nel 1942 e nel 1944, nella Saletta Sorelle Liore. Nel 1949 fu a Ginevra alla Galleria Carouge e nel 1951 alla Mostra Nazionale d’Arte Giovanile di Roma. Negli anni Cinquanta e Sessanta le sue opere fecero bella mostra di sé in diverse località della Riviera Ligure e della Costa Azzurra. La sua attività di ricerca ebbe infatti la sua massima espressione tra il 1956 e il 1960 in seno al movimento “Veritas”, attivo a St. Raphael e al quale aderirono diversi artisti italiani e francesi. Nel 1965 le sue personali furono ospitate alla Commonwealth Gallery di Londra e al Palais de Tokyo di Parigi. A partire dagli anni Settanta espose prevalentemente a Ivrea e in Canavese, ma partecipò a diverse rassegne che le portarono importanti riconoscimenti: nel 1978 fu alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Milano, vinse il primo premio nel 1982 all’Internazionale decennale di scultura di Cannes, nel 1983 all’Internazionale della porcellana di Limoges e all’Internazionale di Litografia di Tokyo, nel 1984 vinse il primo premio all’Internazionale “Arte Sagrada” di Barcellona, successo che bissò nel 1994, e il secondo alla Biennale Europea in Lussemburgo e all’ Internazionale d’Arte Grafica di Bonn. Fu prima classificata nel 1985 alla Biennale d’arte per la pace, nel 1990 alla Biennale D’Arte della Spezia, nel 1991 alla Mondiale General Gallery di Londra e nel 1992 al Decennale di scultura di Cannes. Avia amò molto Ivrea: ebbe incarichi di insegnamento di disegno presso la Scuola Media Arduino nel periodo 1942-43 e presso il Liceo Scientifico nel periodo 1955-1975. E a Ivrea lasciò importanti tracce delle proprie opere; fra queste, la statua di Padre Pio, originariamente ospitata nella Chiesa di San Maurizio e in seguito spostata nel Santuario di Monte Stella, la Madonna con Bambino nella Chiesa di Bellavista ed il monumento per l’Associazione Avis in Via Circonvallazione. Nel 2023, qualche mese dopo la sua morte, le sue opere furono le protagoniste di una mostra ospitata a Bollengo, presso la Chiesa dei SS Pietro e Paolo in località Pessano. doriano felletti Nota: Sotto il titolo sono presenti anche due didascalie per le immagini ("In alto: Liliana Avizzano Cicala, in arte Avia." e "A destra: Madonna con bambino (Chiesa di Bellavista, Ivrea) e il Monumento per l'Associazione Avis, Ivrea.") e un trafiletto separato in basso a destra intitolato "Santi, Beati e Venerabili" dedicato al Beato Francesco Paleari. ================================================================================================================================================ Arte italiana per il mondo, vol. III, Torino, CELIT, 1976, pp. 1466-1467. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 7 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ AVIZZANO LILIANA (AVIA) (Firma): Avia SCULTRICE, PITTRICE, RITRATTISTA SCULPTRESS, PAINTER, PORTRAITIST Colonna di Sinistra (sotto il ritratto e didascalie immagini): «Si sono affermate idee, tecniche, tendenze nuove nella vita come nelle arti. Ed io mi ritrovo ancora, come nei lontani anni dell'adolescenza, a ricercare l'espressione intensa di un bel volto, la dolcezza della guancia di un bimbo, un bel riflesso di sole, ... inguaribilmente fedele al bello o meglio ad un concetto della bellezza come la sento a modo mio...». AVIA, Anna Bertino, 1975. Carboncino, cm. 35 x 50. AVIA, La ninfea, 1975. Ceramica, alt. cm. 40. AVIA, L'alba, 1975. Olio su tela, cm. 50 x 100. AVIA, Nudo, 1975. Olio su tela, cm. 70 x 50. Testo in Italiano (Colonna Centrale): Biografia e personalità artistica. La personalità di Liliana Avizzano è quanto mai multiforme e poliedrica: nel campo dell'arte la sua mente e le sue mani sono state spesso impiegate in forme varie e fuori dell'usuale: dai vasi decorati e bassorilievi ai disegni di gioielli, dalla pittura murale ai bozzetti per l'arredamento. Ella si è tuttavia affermata come scultrice, pittrice e ritrattista. Nata a Treviglio (Bergamo) nel 1924 si trasferì con la famiglia appena quattrenne ad Ivrea e poiché ha poi trascorso tutta la sua vita in questa città è considerata artista eporediese. Nella «Ivrea la Bella», secondo il Carducci, e nella regione circostante, il Canavese, con le sue colline meravigliose e coi suoi laghi incastonati in uno stupendo anfiteatro morenico, Liliana Avizzano ha trovato l'ambiente naturale che ha ispirato in seguito le sue più sentite opere di pittura paesaggistica. Per quanto riguarda invece la figura, che ella predilige, e soprattutto per il ritratto la sua formazione culturale è andata maturando nell'ambiente umano della sua Ivrea, raccolto e cordiale e cioè in quello stesso ambiente «crepuscolare» già consacrato nella letteratura dalla poesia di Guido Gozzano. Il temperamento dell'artista è tuttavia tutt'altro che «crepuscolare» o sognatore e sentimentale: le sue opere, sino alla sua piena maturità, dimostrano spontaneità, generosità, immediatezza, rapidità di esecuzione. La formazione artistica di Liliana Avizzano avvenne, nella sua adolescenza, a cura del pittore biellese Cesare Carlino. In seguito i corsi all'Accademia Albertina a Torino, benché non portati a termine a causa degli eventi bellici, completarono la sua formazione artistica scolastica che ella perfezionò più tardi con lo studio specifico del corpo umano presso l'Accademia di Brera a Milano. È però nella sua esperienza pratica che evolve, insieme ai suoi successi la formazione dell'artista. L'opera di Liliana Avizzano, anche per la vastità degli argomenti trattati, non è facilmente inseribile in una definita corrente artistica. Si può dire tuttavia che in ogni caso ella non si è mai lasciata tentare da suggestioni astrattistiche o surrealiste e si esprime tuttora, nella scultura come nella pittura, nel suo modo tutto reale che si riallaccia per qualche verso alle correnti post-impressionistiche e neo classiche. Nel 1934, a soli 10 anni, ebbe il suo primo riconoscimento ufficiale: Primo Premio di Bassorilievo nella gara di Scultura in Sabbia a Laigueglia a fianco di scultori già affermati quali Francesco Tortarolo del Sindacato Belle Arti di Tripoli ed Augusto Viglio di Roma. Aveva 18 anni quando le fu offerta e ricoprì la cattedra di disegno presso la scuola Arduino d'Ivrea. In quel periodo l'incontro con il ritrattista Felice Regazzo segnò per lei una tappa importante poiché chiarì alla giovane artista la sua innata tendenza che è quella di indagare nell'animo dell'uomo e quindi descriverne con il ritratto i sentimenti interiori. Ella ha infatti dedicato in seguito una buona parte della sua attività al ritratto che si è dimostrato sempre più a lei congeniale: il suo carattere espansivo e facile all'entusiasmo, semplice e sincero è stato il supporto necessario per questo genere da lei perseguito, sia nella pittura che nella scultura. Dal 1948, dopo un proficuo incontro con il pittore Attilio Uzzo, si apre un lungo periodo di pittura e scultura professionale e le sue opere (scultura, bassorilievi, ritratti e dipinti di paesaggi e soprattutto di figure) entrano, sempre più apprezzate, a far parte di collezioni private di amatori d'arte. Le sue zone di attività artistica, dove acquisisce anche nuove forme di esperienza, divengono Torino, Milano, St. Raphael, Cannes, St. Tropez, Ginevra. Nel 1953 collabora con la rivista «Estetica» di Torino. Nel 1954 e 1955, su richiesta dell'Associazione Maestri Sarti di Torino, prepara un ciclo di articoli e conferenze con l'intento di riportare il gusto classico nella moda italiana. Nel 1956 vince il primo premio assoluto nella gara nazionale «Il Pettine d'oro». In questi anni inoltre, compatibilmente con i suoi doveri familiari, svolge un intenso lavoro soprattutto nel campo della scultura e del ritratto ed, a partire dal 1955 sino al 1966, allestisce 7 mostre personali in varie città della Costa Azzurra ove trascorre abitualmente le sue vacanze estive insieme alla famiglia. Negli anni seguenti ha modo di effettuare a Milano una lunga esperienza di pittura ambientata in appartamenti in collaborazione con studi di architettura e dal 1973 opera stabilmente nella sua città di Ivrea. Pensiero sull'arte e sulla vita. «Sia nell'arte che nella vita c'è ancora tanto da imparare: per questo motivo le considero ambedue meravigliose». Testo in Inglese (Colonna di Destra): Biography and artistic personality. Liliana Avizzano's character is multiform and varied: within the field of art her mind and her hands have been employed in many ways, often unusual: from decorating vases to designing jewels, from mural painting to sketches for interior decorating. She has made her name as sculptress, painter and portrait painter. Born in Treviglio (Bergamo) in 1924 she moved to Ivrea with her family when she was only four, and since she spent the whole of her life in this town, she is always considered a painter of Ivrea. In «Beautiful Ivrea», as Carducci called it, and in the surrounding Canavese region, with its wonderful hills and lakes sunk in a stupendous amphitheatre, Liliana Avizzano found the natural setting which was to be the main inspiration for her most deeply felt works of landscape art. As far as the figure is concerned, and the portrait, the field in which she excels, her cultural formation has grown and matured in the human atmosphere of Ivrea, closed and cordial in the same «crepuscular» setting which is consecrated in literature to the poetry of Guido Gozzano. The artist's temperament is however not in the least «crepuscular» or dreamy or sentimental: her works in their maturity show spontaneity, generosity, immediacy and a rapid touch. Liliana Avizzano's artistic formation in her adolescence was very much the merit of the painter Cesare Carlino from Biella. She later attended courses at the Albertine Academy in Turin and, although the war caused her to interrupt her studies, they completed her «scholastical» formation, which she later perfected, studying the human body in particular at the Brera Academy in Milan. However her real formation came as a result of practical experience and of her success. Liliana Avizzano's work, because of the vast spread of themes touched upon, can not easily be fixed into a clearly defined artistic current. In any case we can say that she has never let herself be tempted by abstract or surrealist ideas and even now she expresses herself, both in her sculpture and in her painting, in her realistic way which is closely linked to post-impressionist and neo-classical currents. In 1934, when she was only ten, she received her first recognition: First Prize for bas relief in the sand sculpting exhibition in Laigueglia, next to wellknown sculptors such as Francesco Tortarolo of the Fine Arts Syndicate of Tripoli and Augusto Viglio of Rome. She was eighteen when she was offered the post as head of the Art Department, a post which she accepted, at the Arduino School in Ivrea. The meeting with the portrait painter Felice Regazzo marked an important step in her life as it clarified to the young artist that innate tendency of hers to enquire into the soul of man and to describe the innermost sentiments hidden there through her portrait. In fact she dedicated a good part of her activity to the portrait later, and it grew to be a field in which she felt increasingly at home. Her expansive nature, easily caught up by enthusiasm, but simple and sincere, was the support that she needed to continue her work in the field she had chosen, in both painting and sculpture. In 1948, after a profitable meeting with the painter Attilio Uzzo, a long period of painting and sculpting professionally began, and her works (sculpture, bas reliefs, portraits and landscapes, and above all figures) found their way, and found success, in private art collections. Her artistic activities, in which she acquired ever new experiences, were centred in Turin, Milan, St. Raphael, Cannes, St. Tropez and Geneva. In 1953 she did some work for the magazine «Estetica» in Turin. In 1954 and 1955, on the request of the Master Tailors' Association of Turin, she prepared a series of conferences and articles which had the aim of bringing back the classical taste to Italian art and culture. In 1956 she won first prize in the national competition «Il Pettine d'oro». In these years, in as much as her family commitment allowed it, she also worked intensely in the fields of sculpture and portrait and, between 1955 and 1966 she prepared 7 personal exhibitions in various towns on the Côte d'Azur where she habitually spent her summer holidays with her family. In the following years she had the opportunity to do a great deal of work in Milan on paintings devoted to the interior design of apartments, with several architects' studios, and ever since 1973 she has been working regularly in her «home town» Ivrea. Her thoughts on art and life. «In both art and life there is still a lot to be learned: for this reason I believe they are both marvellous.» Dati Tecnici ed Elenchi (Fascia di Destra): QUOTAZIONI Statue in bronzo e metalli preziosi: a partire da L. 300.000 ($ 500) Bassorilievi in bronzo: 30 x 70 cm. L. 950.000 ($ 1.600) Sculture in ceramica: altezza 25 cm. L. 300.000 ($ 500) altezza 150 cm. L. 4.000.000 ($ 6.600) Quadri: Da L. 250.000 a L. 600.000 ($ 410-1.000) Ritratti ad olio: 40 x 50 cm. L. 350.000 ($ 580) MOSTRE Personali: Pittura su ceramica, «Sorelle Liore», Ivrea, 1941; Pittura, Galleria d'Arte Carouge, Ginevra, 1949; Scultura, «Hôtel de Ville», St. Aygulf, 1955; Scultura, Salle Bidouret, St. Raphael, 1956; Scultura e ritratto, Salle Bidouret, St. Raphael, 1957; Pittura e scultura «Galerie St. Michel», Cannes, 1958; Scultura, «La Boite», St. Tropez, 1961; Scultura, «Le Corsaire», Nizza, 1962; Pittura, «Galerie St. Michel», Cannes, 1966; Pittura e scultura «Galleria Incontri», St. Vincent, 1973; Pittura e scultura «Sala UTET», Ivrea, 1974; Pittura «Saletta Prette», Ivrea, 1974; Pittura «Saletta Prette», Ivrea, 1975; Scultura, Saletta Cristina, Ivrea, 1975; Pittura e scultura, «Sala UTET», Ivrea, 1975; Pittura «Sala Mostre», Gressoney St. Jean, 1975. Ha partecipato inoltre a numerose mostre nazionali di pittura e di scultura ed a numerose collettive in Italia e all'estero. Sue opere in permanenza Galleria Garibaldi, Torino; Galleria Ars, Milano; Saletta d'Arte, l'Artistica, Ivrea; Galleria Civica St. Vincent. Opere poste in luoghi pubblici nell'ultimo anno (1975) Quadro al Museo Civico di Ivrea. Pala d'altare nel Santuario S. Urbano di Salerano. Quadro nella Sala Municipale di Gressoney St. Jean. ================================================================================================================================================ Vincenzo Gubitosi (a cura di), Enciclopedia nazionale: La donna nell'arte, Napoli, Editrice Ipotesi, 1982, p. 23. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 8 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ LILIANA AVIZZANO Ceramista, Scultrice, Pittrice, Grafica Nata a Ivrea Residenza: Via De Vittorio, 4 - IVREA (Didascalia immagine principale): Figure Mostre Personali: Torino, Ivrea, Aosta, Novara, Cannes, Nizza, Montecarlo, Antibes, Genova, Galleria Casabella, S. Margherita Ligure; Galleria d'arte di Palazzo Doria, Genova; Sala Mostre Savoia, Rapallo; Milano, Bologna, Padova, Savona, Piacenza, ecc. Bibliografia: Comanducci; Catalogo Bolaffi; Catalogo Biennale Europea d'arte contemporanea, S. Margherita Ligure; Nuovi Orizzonti; ecc. Cenno critico: Liliana Avizzano è artista versatile, ottima disegnatrice, lavora con successo nella grafica, dipinge, scolpisce, modella la creta, crea opere di ceramica. Tuttavia la sua versatilità non va intesa soltanto in termini tecnici, cioè non va intesa soltanto facendo riferimento alla gamma dei materiali di cui si serve per dare forme e dimensioni e colori al suo mondo poetico, ma va riferita anche al modo di affrontare la stessa materia con diversa manualità, va riferita anche e in modo particolare a quella sua ceramica di profonda modellazione plastica, di sensibilissima scoperta cromatica. Dal risultato che ottiene pare quasi che le figure, piccole o grandi che siano, le lievitino tra le mani con spontaneità e leggerezza, acquistando forme delicate, occupando uno spazio che apparteneva già alla sua fantasia e al suo sogno, tanto da anticipare nelle forme quella quantità e quella qualità di colore che soltanto la cottura può associare nella parte conclusiva. ================================================================================================================================================ A Bollengo domenica 6 ultimo giorno per visitare la mostra dedicata ad Avia, in «La Sentinella del Canavese», 02 agosto 2023. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 9 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ A Bollengo domenica 6 ultimo giorno per visitare la mostra dedicata ad Avia BollengoUltimo giorno di apertura (ingresso libero), domenica 6, dalle 14 alle 19, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in via Piane a Bollengo, della mostra dedicata ad Avia, al secolo Liliana Avizzano Cicala, scultrice e pittrice scomparsa lo scorso marzo a 99 anni, vissuti all'insegna del bello e dell'arte, ma anche dell'impegno sociale e civile. Un omaggio reso possibile dall'impegno della fioraia Cosetta Buttazzoni, titolare de L'incantesimo fiorito a Bollengo, che di recente aveva esposto nel proprio negozio alcune opere dell'amica artista, e della nuora di Avia, Giuliana, attenta custode dell'archivio e curatrice di conservazione, studio e prestito delle opere della celebre suocera. Entrambe si sono adoperate con tanta passione, perché non si perdesse una lunga storia artistica e umana come quella vissuta da Avia, e hanno organizzato questa esposizione di disegni, pitture e sculture, ormai prossima alla chiusura. Eporediese d'adozione, Avia ha lasciato importanti testimonianze anche a Ivrea: una delicata Madonna con Bambino e una grande statua di Cristo Risorto nella chiesa dei santi Pietro e Paolo, a Bellavista, nel 1978; il monumento in bronzo per l'AVIS, in via Circonvallazione; Bronzo a Ivrea, nel 1983; la statua in bronzo raffigurante Padre Pio, nella chiesa di San Maurizio, nel 2000.Liliana Avizzano Cicala nacque in Lombardia, a Treviglio, nel 1924, e si dedicò alla scultura fin da giovanissima, frequentando l'Accademia Albertina di Torino dove fu allieva di grandi maestri quali Terracini, Paulucci e Scroppo, e gettando le basi di una carriera internazionale che per tantissimi anni la vide muoversi in tutta Italia, ma anche a Londra, Parigi, Ginevra e la Costa Azzurra dove, a Saint Raphael, tra il 1956 e i primi anni Sessanta, fondò e animò il Movimento Veritas al quale aderì una ventina di artisti italiani e francesi. Moltissime le mostre e continua e instancabile l'attività di ricerca e sperimentazione artistica. Di non secondaria importanza lo spazio, negli anni giovanili, per l'impegno civile e nel sociale: negli anni della guerra, infatti, fu volontaria della Croce Rossa, in servizio all'ospedale civile, e partigiana nella Brigata Garibaldi, con compiti di collegamento e approvvigionamento medicinali. Per celebrare la Liberazione, nel 1945, realizzò un affresco di 12 metri per 2.5, nel Salone Congressi del CLN. -- TOPIC CORRELATI PERSONE cosetta buttazzoni liliana avizzano cicala padre pio saint raphael ENTI E SOCIETÀ accademia albertina avia AVIS croce rossa veritas LUOGHI bard bollengo brigata garibaldi chiesa dei santi pietro e paolo chiesa di san maurizio costa azzurra ginevra issime italia ================================================================================================================================================ GIULIO BOLAFFI EDITORE, DIZIONARIO DEGLI ARTISTI ITALIANI DEL XX SECOLO, 1979, Volume 1, p. 17 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 10 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ AVIA (Avizzano Liliana) (Treviglio 1924). Rivela molto presto una spiccata attitudine per la pittura e la scultura. Studia a Torino presso l'Accademia Albertina dal 1942 al '45, e nello studio dello scultore Roberto Terracini, frequenta poi l'Accademia di Brera a Milano. Dal 1952 ha intensi scambi con artisti toscani e, soprattutto, con scultori francesi, arricchendo il suo linguaggio figurativo. Con la creta e il bronzo, costruisce figure umane; dipinge con olii e tempere, ama il disegno e il carboncino. ATTIVITÀ ESPOSITIVA. Esordisce nel 1941 a Ivrea con una personale di pittura su ceramica; seguono molte altre mostre, soprattutto in Svizzera e in Francia, ottenendo una trentina di premi e riconoscimenti pubblici. Sue opere si trovano al Museo Civico di Ivrea; al Museo Grobet-Labadié di Marsiglia e al Museo Masséna di Nizza. BIBLIOGRAFIA. Arte Italiana per il mondo (vol. 3º); Il Quadrato (1975-1978). Didascalia immagine: AVIA, Maternità, 1977, ceramica, h. 37 cm. ================================================================================================================================================ Elidio Viglio "Vandali al Monumento AVIS", AVIS IVREA-NOTIZIE - NOVEMBRE 2020 - 2° SEMESTRE - ANNO XXXV - N° 2 - Pagina 10 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 11 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Forse qualcuno avrà letto sui giornali locali dell'atto vandalico avvenuto ai danni del monumento AVIS sito in Via Circonvallazione, all'inizio del mese di marzo 2020. Come si vede dalla fotografia qualche malintenzionato aveva sottratto, con due interventi, tutte le scritte del monumento opera della nota scultrice AVIA, inaugurato nel lontano 1983. Inutile dire del dispiacere non tanto per il danno materiale, visto che il valore commerciale del materiale rubato sarà forse di qualche decina di euro ma per l'assoluta mancanza di un minimo di rispetto per un monumento che ricorda le finalità di un'associazione che opera a favore di tutta la popolazione indistintamente, potenzialmente anche di quelle persone che hanno compiuto questo atto indegno e gratuito. Dopo aver valutato le modalità più opportune per il reintegro delle parti mancanti, abbiamo optato per non riposizionare le lettere in bronzo come in precedenza, perché avrebbero potuto essere nuovamente sottratte, ma bensì di farle verniciare direttamente sulla traccia di quelle originali. Una ricerca sul territorio ci ha portati alla decoratrice Sonia Porpiglia che ha provveduto anche a rinfrescare la struttura in marmo e la scultura vera e propria in bronzo. Il risultato è stato molto buono, non ci rimane che sperare che atti del genere non abbiano più a verificarsi e, pur non augurando niente di male al responsabile del brutto gesto gli assicuriamo che, se mai dovesse trovarsi nella necessità di una sacca di sangue per lui o per un suo caro, noi saremo sempre pronti a tendere il braccio. ================================================================================================================================================ "Ivrea, vandali si accaniscono sul monumento AVIS: scritte e furto di lettere", in «La Sentinella del Canavese», 10 luglio 2020 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 12 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ IVREA Nel giro di due mesi qualcuno si accanito contro il monumento dei donatori AVIS di Ivrea, lungo i giardini di via Circonvallazione. La prima volta è stato ad aprile, in pieno lockdown, quando il monumento è stato deturpato con scritte e insulti, poi rimossi in poco tempo da un volontario dell’associazione. Il secondo atto vandalico è avvenuto alla fine di giugno, quando dal monumento sono stati rubati i caratteri metallici che componevano la scritta grande AVIS e la frase “Associazione volontari italiani del sangue. Sempre, ovunque subito”. Il monumento era stato realizzato dall’artista Avia e inaugurato nel 1983. «Non capiamo le ragioni di un gesto così vile - spiega il presidente dell’AVIS di Ivrea Fernando Giannini - Quelle lettere non erano di rame, come forse credevano i vandali, ma di una semplice lega metallica dallo scarso valore commerciale. L'amarezza sta comunque nel vedere offeso il simbolo dell'altruismo, della donazione e del bene per il prossimo, dono compiuto periodicamente e gratuitamente dai nostri soci». I due episodi sono stati già denunciati alle forze dell’ordine. ================================================================================================================================================ Massimo Sardo, "Dopo due atti vandalici torna a splendere il monumento dell'AVIS", in «La Sentinella del Canavese», 27 novembre 2020 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 13 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Dopo due atti vandalici torna a splendere il monumento dell’AVIS - Massimo Sardo - 27 Novembre 2020 alle 02:34 IVREA Il monumento dell’AVIS torna a splendere dopo che alcuni vandali, in ben due occasioni, si erano accaniti senza alcun motivo sul simbolo molto caro ai donatori eporediesi (quasi 2.800 soci). Il monumento che si trova nei giardini di via Circonvallazione, sotto le mura del castello, di fronte al distributore di benzina Eni, era stato oggetto di due gravi episodi di vandalismo che avevano deturpato l’opera scultoria realizzata dall’artista Avia e inaugurata nel 1983. Il primo atto vandalico risale all’ottobre dello scorso anno, quando il marmo bianco era stato pesantemente imbrattato con vernice nera e con scritte e disegni di cattivo gusto. Il secondo episodio, molto più recente, risale invece al marzo scorso quando, durante le giornate del lockdown, erano state rubati i caratteri metallici che componevano la scritta grande AVIS e la frase “Associazione volontari italiani del sangue. Sempre, ovunque subito”. Tra l’altro, quelle lettere non erano neanche di rame, come forse credevano i vandali, ma di una semplice lega metallica dallo scarso valore commerciale. L’amarezza era stata comunque forte nel vedere offeso il simbolo dell’altruismo, della donazione e del bene per il prossimo, dono che viene compiuto periodicamente e gratuitamente dai soci. Ora dopo aver valutato le modalità più opportune per il reintegro delle parti mancanti, è stata adottata la soluzione di non riposizionare le lettere in lega metallica come in precedenza, perché avrebbero potuto infatti essere nuovamente sottratte, ma bensì di farle verniciare direttamente sulla traccia di quelle originali. Una ricerca sul territorio ha condotto alla decoratrice Sonia Porpiglia che ha provveduto anche a rinfrescare la struttura in marmo e la scultura in bronzo. Il risultato del restauro, durato alcuni giorni, è di indubbio prestigio, ha riportato agli antichi splendori il monumento AVIS. ================================================================================================================================================ Tiziano Passera, "Benedetta in S. Maurizio la statua di Padre Pio", in «La Sentinella del Canavese», 28 settembre 2000 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 14 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Benedetta in S. Maurizio la statua di Padre Pio IVREA Con una cerimonia semplice, ma assai partecipata, la statua di Padre Pio (proclamato recentemente beato da Giovanni Paolo II) sabato scorso è stata benedetta dal vescovo nella chiesa di San Maurizio. Realizzata dalla scultrice eporediese Avia, la statua raffigura in modo molto realistico la caratteristica figura del frate cappuccino in un suo tipico atteggiamento. L'opera è stata voluta dal Gruppo di Preghiera di padre Pio "Nostra Signora del Monte Stella", guidato da Domenico Martino. Al rito erano presenti oltreché numerosi esponenti del gruppo eporediese (operante da un decennio e forte di un centinaio di unità) e di quello strambinese, anche una folta rappresentanza dei gruppi aostano e biellese. La messa che ha fatto seguito alla benedizione impartita da monsignor Miglio è stata celebrata da padre Nicola Cartier di Chivasso, preceduta a sua volta dalla recita del Rosario. «Non possiamo che essere soddisfatti della riuscita dell'iniziativa - afferma il capogruppo Martino -; per questo siamo particolarmente riconoscenti al vescovo che ci ha onorati della sua presenza alla cerimonia della benedizione, cui sono intervenute oltre duecento persone. Ma un "grazie" caloroso va a tutti coloro che hanno contribuito con le loro offerte alla realizzazione della statua di Padre Pio». t.p. Didascalie delle immagini presenti nell'articolo: - In alto al centro: Il vescovo monsignor Miglio benedice la statua, realizzata da Avia ================================================================================================================================================ Federico Perinetti, Personale di AVIA alla Sala UTET, in «Il Risveglio Popolare», n.47 del 12 dicembre 1974 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 15 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Alla Sala Utet espone Liliana Cicala Avizzano Liliana Avizzano può dirsi una autentica eporediese anche se non è nata a Ivrea. Aveva infatti pochi anni quando si è stabilita nella nostra città e da allora vi è rimasta, prima col padre, che molti dei meno giovani ricorderanno nella veste di direttore dell'Ufficio Imposte, carica da lui tenuta con vivo senso di umanità, e poi con la famiglia che si è creata col matrimonio. Dall'infanzia a oggi ha dedicato ogni suo momento libero all'arte, in particolare alla pittura e alla scultura. Lo ha fatto per hobby, diremmo meglio per una sua personale e spirituale soddisfazione e per completare la sua personalità, senza peraltro nulla togliere alla sua famiglia e ai suoi doveri. Tant'è vero che di questa sua attività artistica non ha mai voluto parlare. Si limita a dire che essa occupa i suoi ritagli di tempo. Ha però lavorato molto a Milano e a Torino eseguendo ritratti, ambientazioni di interni, disegni di moda. Oggi, arrivata al mezzo secolo (è nata infatti nel 1924 e non ha alcun timore nel rivelare la sua età), si è decisa a rompere il suo silenzio. È un modo anche questo per festeggiare un avvenimento tanto importante nella vita di una persona. Essa dunque esordisce nella sua città come pittrice presentando un centinaio di opere che appartengono a varie epoche dall'inizio della sua attività pittorica a oggi. Si tratta di opere che comprendono una gamma estesissima di soggetti e di tecniche. Cosa questa ultima che non deve stupire, poiché è naturale che un artista procedendo nel tempo veda e senta il mondo esterno in modo differente a seconda del momento in cui opera e con queste differenze, con impostazione artistica lo fissi sulla tela. Liliana Avizzano è una pittrice figurativa. I suoi soggetti vanno dalla figura umana (ritratti e nudi) ai fiori, alle nature morte, ai paesaggi, agli scorci di un edificio, a tutto ciò che insomma colpisce ed esalta la sua sensibilità artistica e suscita in lei emozioni e sensazioni traducibili in un quadro. Il suo stile è quanto mai personale e composito. Potremmo dire che in qualche quadro ci richiama alla memoria un Soffici o un Morandi, ma è difficile assegnare Liliana Avizzano a questa corrente o scuola. Del resto è lei stessa a non voler presentazioni di critici, poiché desidera che sia il suo pubblico a giudicarla. Diciamo solo che suo maestro, nell'ormai lontano 1939, fu il non dimenticato pittore Carlino. A lui essa dedica la prossima Mostra che verrà ordinata nelle sale della UTET in via Di Vittorio 4 dal 10 al 20 dicembre. Subito dopo, dal 21 dicembre al 6 gennaio, terrà una seconda personale nella nuova Galleria d'arte Prette e poi ancora una collettiva permanente nella nuova sede del C.M.C. di prossima inaugurazione. A Liliana Avizzano, nuova ma nello stesso tempo anziana recluta dell'ormai lunga tradizione pittorica eporediese, i più vivi auguri di successo. Federico Perinetti ================================================================================================================================================ Zaccariello, "Le ceramiche d'arte di Liliana Cicala", in «La Sentinella del Canavese», 27 dicembre 1974 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 16 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Buon successo ha ottenuto nella nostra città la rassegna di Liliana Avizzano Cicala, che ha esposto alla galleria "Prette" sculture, ceramiche d'arte, quadri a pastello e altro. ================================================================================================================================================ "Personale di AVIA alla Sala UTET", in Il Risveglio Popolare, 11 dicembre 1975. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 17 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ L'artista eporediese AVIA (Liliana Avizzano Cicala) ha aperto nella Sala UTET, in via Di Vittorio 4 ad Ivrea, una Mostra Personale di Pittura che sarà tenuta sino al 22 dicembre prossimo. La nota artista ha pure in allestimento a Gressoney St. Jean un'altra Personale di Pittura e Scultura che verrà aperta nei prossimi giorni e si protrarrà sino al 12 gennaio. Nelle due Mostre saranno presentate circa 100 opere di pittura di recentissima esecuzione, tutte del 1975, che abbracciano una tematica notevolmente ampia ed alcuni bassorilievi di particolare fattura che rappresentano una attività creativa alla quale AVIA si è da molti anni dedicata. Dopo la recente Mostra di Scultura, tenuta nell'ottobre scorso presso la Saletta Cristina in via Palestro ad Ivrea, quella di Gressoney è la terza Personale che l'artista ha allestito in questi ultimi tre mesi. Leardo Neri, scrittore e critico d'Arte, riferendosi alla irruente e multiforme produzione artistica di Liliana Avizzano, osserva che «pur nel suo personalissimo stile (un estroso innesto neoclassico su un tronco postimpressionista), la fantasia di AVIA è tuttora così sbrigliata e le sue opere, tra loro, così svariate che sembra voler sfuggire alla classificazione del critico. Nei suoi dépliants, d'altra parte, non ha voluto inserire alcun commento o giudizio critico ma soltanto riproduzioni delle sue opere ed una scarna descrizione della sua pur densa vita di artista. E' così, in genere, che AVIA si presenta al suo pubblico nelle mostre». ================================================================================================================================================ Personale di AVIA a Ivrea da 10 al 20 dic., in «Il Risveglio Popolare», 9 dicembre 1976 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 18 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ La mostra personale di pittura di AVIA (Liliana Avizzano Cicala) si svolgerà a Ivrea dal 10 al 20 dicembre. Nel manifesto pubblicitario riguardante questa mostra è riprodotto un ritratto già famoso (il ritratto di Anna) che AVIA disegnò l'anno scorso a carboncino per una sua giovane amica studentessa di Milano. Questa tuttavia è una Mostra personale di Pittura. Nel caso di AVIA, in occasione delle sue Mostre, occorre volta per volta specificare il genere artistico poiché ci si trova di fronte ad un artista completo che fa ricorso abituale a diverse forme di espressione artistica. Essa è ufficialmente conosciuta come scultrice pittrice ritrattista e, pressoché sistematicamente, alterna le sue personali fra la scultura e la pittura. La mostra (quella che AVIA sostiene annualmente nella stessa sede e nello stesso periodo di tempo già da tre anni consecutivi) sarà allestita dal 10 al 20 dic. 1976 in Ivrea nel palazzo delle Torri di Via Di Vittorio 4. Vengono esposti, tra gli altri, dipinti ad olio di grande formato (sino a 100 x 170 cm.) riproducenti scene nelle quali la figura umana, insieme a quelle di animali domestici, fa da protagonista in un contesto ambientale moderno che si richiama alla vita usuale di ogni giorno ed in particolare alla vita dei giovani. Altre tele di medio formato (60 x 80) descrivono in un personalissimo giro panoramico, i paesaggi e le vedute che hanno colpito quest'anno la fantasia di AVIA: vedute, alcune anche note come il Duomo di Milano, che sono tuttavia osservate con angolatura tutta particolare denotando chiaramente il bisogno di focalizzazione e di sintesi insito nell'animo dell'artista. Vedute di Nizza, di Milano, Torino, St. Raphael e paesaggi canavesani e valdostani sono riprodotti in questa serie di opere. Nel complesso vengono presentati oltre 200 dipinti su tela o su seta quasi tutti eseguiti nel 1976, parte dei quali sono lasciati a disposizione del pubblico così senza cornice con una formula di presentazione originale mirante alla collaborazione dell'artista con l'amatore per la migliore valorizzazione del quadro nell'ambiente cui sarà destinato. La biografia di AVIA è riportata in «Arte Italiana per il Mondo» e in «Il Quadrato». Nel corso della esposizione AVIA avrà al suo fianco un artista che ad Ivrea, presso la Saletta Cristina, aveva già esposto nel 1974 alcune sue opere di delicata fattura. L'artista è Marcella Sciara che si è dedicata con notevole passione da oltre dieci anni al genere specifico della decorazione in oro su ceramica ed in questo campo è già affermata nella sua regione di origine: la Sicilia. ================================================================================================================================================ Leardo Neri, "AVIA rappresenta la scultura italiana alla rassegna di Cannes", in «Il Risveglio», del 1980 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 19 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Nell'arco delle grandi manifestazioni Internazionali si è tenuta l'inaugurazione del "Prix International Foemina 1980". Nei saloni del Gran Hotel Martinez - Concorde di Cannes sono esposte per invito le opere delle artiste che hanno raggiunto fama internazionale. Per l'Italia AVIA rappresenta la scultura con una classica figura in bronzo: la critica internazionale ha giudicato l'arte di AVIA come una ideale fusione del Cellini, del Falconi e di Michelangelo. Ho seguito dal nascere la sua carriera (svolta soprattutto in Francia come scultrice) ed ho sinceramente ammirato l'ultimo mostra di bronzi ad Ivrea nel '79. La ritrovo a Cannes in pieno, meritato inserimento nel mondo internazionale dell'arte. Sinceramente però devo fare una critica, rivolta non all'opera ma all'artista: AVIA deve comprendere che la sua bravura non le appartiene, che la critica, la pubblicità, la partecipazione in mostre come questa, da lei fino ad oggi rifiutate, sono un preciso dovere verso il pubblico. Ancor più oggi che le sue opere, dopo una gravissima perdita che l'ha colpita, raggiungono espressività e perfezione ineguagliabili. Le opere di scultura da quelle tramandateci dal passato ad oggi hanno sempre esercitato una magia sottile. Nella nostra epoca poche sono le mani in grado di forgiare la bellezza umana senza false tendenze rispettandone la realtà: due di queste mani appartengono ad AVIA. Leardo Neri ================================================================================================================================================ Redazione Web, "Bollengo – Mostra d’arte dedicata ad Avia artista di grande fama internazionale", in «Il Risveglio Popolare», 24 Giugno 2023 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 20 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ BOLLENGO – Mostra d’arte dedicata ad Avia artista di grande fama internazionale Liliana Avizzano Cicala, in arte “Avia”, scultrice e pittrice, è stata protagonista di tante mostre in Italia, ma anche all’estero 24 Giugno 2023 | Bollengo, Cultura e Spettacolo <> L’Incantesimo Fiorito (www.incantesimofiorito.it), creazioni artistiche per ogni ricorrenza, presenta una mostra d’arte dedicata ad Avia (1924- 2023), scultrice e pittrice eporediese di fama internazionale. Allestimento nella chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo, in località Pessano. Inaugurazione con rinfresco domenica 25 giugno alle 15,30 (apertura fino alle 19). Aperitivo con buffet giovedì 29 giugno (festa dei santi Pietro e Paolo) dalle 18,30 alle 22. Aperta tutte le domeniche di luglio e domenica 6 agosto, dalle 14 alle 19. Per info: Giuliana, 348/92.48.355, o Cosetta, 342/39.42.167. Grazie a L’Incantesimo Fiorito di Cosetta Buttazzoni, dunque, domenica sarà inaugurata la bella esposizione delle opere di Liliana Avizzano Cicala, in arte “Avia”, scomparsa a marzo, a 99 anni. Si dedicò alla scultura fin da giovanissima e frequentò l’Accademia Albertina di Torino dove fu allieva di grandi maestri come Terracini, Paulucci e Scroppo. Liliana era nata in Lombardia, a Treviglio. Scultrice e pittrice, è stata protagonista di tante mostre in Italia, ma anche all’estero. Eporediese di adozione, le sue creazioni state esposte a Londra, Ginevra e Parigi. Volontaria della Croce Rossa e partigiana nella Brigata Garibaldi. A Ivrea fanno bella mostra di sé due magnifiche sue opere, come il monumento dell’AVIS in via Circonvallazione e la Madonna con Bambino nella chiesa di Bellavista. Cosetta la conosceva personalmente, e assieme alla curatrice delle sue opere, Giuliana, ha pensato di renderle omaggio esponendo alcune sue sculture e pitture, prima nella sua attività di via dell’Allaas e ora rendendole disponibili a un pubblico più vasto nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo “che abbiamo messo con piacere a disposizione – spiega il sindaco Luigi Ricca –, per offrire al pubblico locale, ma anche e soprattutto a quello dei pellegrini che percorrono la Via Francigena, la possibilità di scoprire una grande artista, favorendo così anche la promozione del nostro territorio”. Redazione Web ================================================================================================================================================ Liborio La Mattina, Omaggio a Liliana Avizzano Cicala, in arte 'Avia", in «La Voce», 15 giugno 2023 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Nota 21 su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Dettagli evento Data di inizio 25.06.2023 - 00:00 Data di fine 06.08.2023 - 00:00 Tipologia Mostre Località Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, località Pessano, Bollengo Grazie alla iniziativa de “L’Incantesimo Fiorito” di Cosetta Buttazzoni di Bollengo, domenica 25 giugno sarà inaugurata nella chiesa dei SS Pietro e Paolo in località Pessano, una bella esposizione delle opere dell’artista Liliana Avizzano Cicala, in arte “Avia”, scomparsa pochi mesi fa, nel marzo di quest’anno. Aveva 99 anni. Si dedicò alla scultura fin da giovanissima e frequentò l'accademia Albertina di Torino dove fu allieva di grandi maestri come Terracini, Paulucci e Scroppo. Liliana Avizzano Cicala, era nata in Lombardia a Treviglio nel 1924, scultrice e pittrice, fu protagonista di tante mostre in Italia, ma anche all’estero. Eporediese di adozione, le sue creazioni furono esposte a Londra, Ginevra e Parigi. Fu volontaria della Croce Rossa e partigiana nella Brigata Garibaldi. Ad Ivrea fanno bella mostra di sé, ancora oggi, due magnifiche sue opere come il monumento dell'AVIS, in via Circonvallazione, e la Madonna con Bambino nella chiesa di Bellavista. La titolare de L’Incantesimo Fiorito, Cosetta, la conosceva personalmente ed assieme alla curatrice delle sue opere, Giuliana, ha pensato di renderle omaggio esponendo alcune delle sue sculture e pitture, prima presso la sua attività di via dell’Allaas ed ora rendendole disponibili ad un pubblico più vasto con una esposizione presso la chiesa dei SS Pietro e Paolo. “Abbiamo messo con piacere a disposizione la ns chiesa – dichiara il Sindaco Luigi Sergio Ricca – perché così possiamo offrire al pubblico locale, ma anche e soprattutto a quello dei Pellegrini che percorrono la Via Francigena sulla quale è situata, la possibilità di scoprire una grande artista, favorendo così anche la promozione del nostro territorio.” DIDASCALIE DELLE IMMAGINI - Cannes 1.1.98 bozzetto per ritratto di Catherine Deneuve - 1983 Monumento AVIS realizzato da Avia - 1975 – Ritratto di Anna Bertino ================================================================================================================================================ "Le sculture di Avia presso l'Incantesimo Fiorito", esposizione permanente, Incantesimo Fiorito, 2023. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Collegamento esterno su Pagina AVIA di Wikipedia ================================================================================================================================================ Il testo sul sito è molto lungo per cui qui lo limitiamo alle sole rige rilevanti ------------------------------------------------------------------- OPERE IN LUOGHI PUBBLICI ------------------------------------------------------------------- * Quadro nel Museo Civico di Ivrea 1974 * Statua di Padre Pio, benedetta presso la Chiesa di San Maurizio nel 2000, ma successivamente trasferita al Santuario del Monte Stella * Monumento per l’AVIS Bronzo a Ivrea 1983 * Affresco a Chiaverano 1976 * Bassorilievo grande – Cassa di Risparmio Torino 1977 * Bassorilievo – Madonna e grande statua del Cristo Risorto S.S. Pietro e Paolo Ivrea * Pala d’altare nel santuario S. Urbano di Salerano 1974 * Quadro e figure sacre nel Salone Municipale di Gressoney St. Jean 1975 ------------------------------------------------------------------- ESPOSIZIONI ------------------------------------------------------------------- 1982 Cannes 1° Premio Internazionale decennale di scultura 1983 Bonn Germania 2° Premio Internazionale d’Arte 1983 Lussemburgo 2° Premio speciale del Presidente all’ internazionale della C.E.E. 1983 Tokio 1° Premio Internazionale della grafica 1983 Limoges 1° Premio Internazionale della porcellana 1984 Barcellona 1° Premio Internazionale “Arte Sagrada” decennale 1984 Los Angeles 2° Premio Internazionale olimpiadi 83 nazioni per invito 1985 1° Premio alla Biennale per la Pace 1989 Bonn Germania 2° Premio Artisti Mondiali 1990 la Spezia Italia 1° Premio Biennale d’Arte 1991 Londra 1° Premio Mondiale General Gallery 1992 Limoges Francia 2° Premio Centenario Internazionale 1992 Cannes 1° Premio Decennale di scultura 1994 Barcellona 1° Premio Internazionale “Arte Sagrada”